Domenica 15 Dicembre 2019
SOCIETA' SPORTIVA MULTATA DAL FISCO PDF Stampa E-mail
Scritto da Graziano Battaglia   
Mercoledì 01 Ottobre 2014 23:44
A seguito dell'articolo uscito oggi 01/10/2014 su "La Provincia di Sondrio" precisiamo alcuni aspetti volti a chiarirne meglio il contenuto.
IL FATTO:
Durante il mese di luglio l'agenzia delle entrate ha aperto un'indagine fiscale a carico del 2002 marathon Club A.S.D. per il periodo di imposta 2011 con le seguenti
motivazioni:
- assenza di controlli in anni precedenti
- appurare la sussistenza dei requisiti e dei presupposti per il godimento delle agevolazioni fiscali per gli enti non commerciali.
Relativamente all'anno 2011 ci vengono contestati alcuni difetti "di forma": dalle modalità di redazione dei verbali delle assemblee, alle modalità di ammissione dei
soci (che non può essere contestuale al pagamento della quota associativa, ma subordinata all'approvazione in consiglio direttivo), viene accusata la mancanza di
democrazia nelle decisioni perchè alle riunioni sono presenti poche persone rispetto al totale dei soci... (Credo sarebbe il sogno di tutti i presidenti avere tutti i propri soci che si impegnano in prima persona e si danno da fare per portare avanti le gravose attività di gestione dell'associazione... partecipando sempre a tutte le assemblee e dandosi sempre da fare).
Per queste inosservanze l'Agenzia delle Entrate è titolata, ai fini fiscali, a far decadere il 2002 Marathon Club da Associazione Sportiva Dilettantistica ed essere considerata una vera e propria impresa ai fini di lucro.
Attualmente tutte le ASD godono di semplificazioni di carattere contabile e fiscale e non hanno tutti gli obblighi di un'azienda. Ricadere in "regime d'impresa" significa quindi essere praticamente "fuori posto" con tutto.
L'entità dei ricavi accertati dai verificatori non viene inoltre calcolata dalle regolari scritture contabili e dai movimenti bancari, ma viene desunta da un procedimento "induttivo" in cui, fra l'altro, il 2002 Marathon Club viene accusato di aver venduto "sottobanco" i generi alimentari che sono stati regolarmente acquistati con fattura ed utilizzati per i punti ristoro degli atleti durante il Trofeo Sentiero Valtellina 2011.
Per ora ci è stato recapitato il processo verbale di constatazione. Siamo quindi in attesa di conoscere gli ulteriori sviluppi della vicenda, fiduciosi che in tutto ciò possa vincere per una volta... il buon senso!
ALCUNE CONSIDERAZIONI
Il "mestiere" del volontario, in tutti gli ambiti (non solo sportivo), sta diventando sempre più difficile.
Chi di noi ha potuto sperimentare questa esperienza sa certamente quanto costa sacrificio, quante rinunce, quanto tempo sottratto alla famiglia, ai propri interessi
personali... in un mondo sempre più frenetico e confuso.
Certamente, tutto ciò è per scelta, una scelta consapevole, ampliamente ripagata dalle soddisfazioni che nascono nel vedere qualcosa di grande che si realizza pian
piano, grazie alla sinergia ed alla collaborazione di tante persone che si dedicano assionatamente ad una attività, lasciando in secondo piano aspetti economici e di
profitto.
Innumerevoli sono gli ambiti del volontariato: pensiamo alla diffusione dello sport (il nostro caso), ma anche della cultura, della musica, del sostegno sociale fra
diverse fasce sociali (bambini, ragazzi ed adulti ed anziani).
Altrettanto innumerevoli sono però anche le normative, spesso farraginose e contraddittorie.
Riuscire a districarsi in questa "matassa" di normative sempre più aggrovigliata sicuramente richiede tanto tempo (e tante competenze specialistiche) che è difficile
trovare in piccole associazioni, in cui ognuno contribuisce in base alle proprie attitudini ed alle proprie capacità.
I volontari si trovano spesso a doversi improvvisare dei professionisti in ambito fiscale,medico, di sicurezza... e per giunta rischiare di incorrere in sanzioni
civili e persino penali!
Sono seriamente preoccupato... soprattutto per il futuro di tutte le piccole associazioni.
Esse sono il motore nascosto di molteplici attività di grandissima valenza sociale (ed economica) sul territorio. Attività davvero importanti, che altrimenti non
potrebbero essere svolte da enti pubblici o società private... proprio per l'enorme costo che avrebbe (anche solo la manodopera!).
Il volontario infatti non richiede di essere pagato, ma semplicemente opera grazie alla forte spinta interna della motivazione.
E' sempre più difficile trovare nuove persone disposte a dedicare il loro tempo al volontariato e..in questa situazione è davvero forte il rischio di demotivare anche
chi fin ora ha impegnato "anima e corpo" nel sociale.
Credo quindi che ci debba essere un'inversione di rotta e si debba trovare il modo di tornare ad incentivare e facilitare la crescita del tessuto del volontariato.
Quale sarà il futuro dell'associazionismo? Sopravviveranno solo le grandi realtà? Oppure basterà creare delle strutture deputate a dare "assistenza burocratica" a
favore  alle piccole associazioni? Oppure...verranno semplificate le norme?

A seguito dell'articolo apparso oggi 01/10/2014 sulla testata de "La Provincia di Sondrio" precisiamo alcuni aspetti volti a chiarirne meglio il contenuto.


IL FATTO

Durante il mese di luglio l'Agenzia delle Entrate ha aperto un'indagine fiscale a carico del 2002 marathon Club A.S.D. per il periodo di imposta 2011 con le seguenti motivazioni:

- assenza di controlli in anni precedenti

- appurare la sussistenza dei requisiti e dei presupposti per il godimento delle agevolazioni fiscali per gli enti non commerciali.


Relativamente all'anno 2011 ci vengono contestati alcuni difetti "di forma": dalle modalità di redazione dei verbali delle assemblee, alle modalità di ammissione dei soci (che non può essere contestuale al pagamento della quota associativa, ma subordinata all'approvazione in consiglio direttivo), viene accusata la mancanza di democrazia nelle decisioni perchè alle riunioni sono presenti poche persone rispetto al totale dei soci... (Credo sarebbe il sogno di tutti i presidenti avere tutti i propri soci che si impegnano in prima persona e si danno da fare per portare avanti le gravose attività di gestione dell'associazione... partecipando sempre a tutte le assemblee e dandosi sempre da fare).


Per queste inosservanze l'Agenzia delle Entrate è titolata, ai fini fiscali, a far decadere il 2002 Marathon Club da Associazione Sportiva Dilettantistica ed essere considerata una vera e propria impresa ai fini di lucro per l'anno 2011. Attualmente tutte le ASD godono di semplificazioni di carattere contabile e fiscale e non hanno tutti gli obblighi di un'azienda.

Ricadere in "regime d'impresa" significa quindi essere praticamente "fuori posto" con tutto.

L'entità dei ricavi accertati dai verificatori non viene inoltre calcolata dalle regolari scritture contabili e dai movimenti bancari, ma viene desunta da un procedimento "induttivo" in cui, fra l'altro, il 2002 Marathon Club viene accusato di aver venduto "sottobanco" i generi alimentari che sono stati regolarmente acquistati con fattura ed utilizzati per i punti ristoro degli atleti durante il Trofeo Sentiero Valtellina 2011.


Per ora ci è stato recapitato il processo verbale di constatazione.

Siamo quindi in attesa di conoscere gli ulteriori sviluppi della vicenda, fiduciosi che in tutto ciò possa vincere per una volta... il buon senso!

ALCUNE CONSIDERAZIONI

Il "mestiere" del volontario, in tutti gli ambiti (non solo sportivo), sta diventando sempre più difficile.

Chi di noi ha potuto sperimentare questa esperienza sa certamente quanto costa sacrificio, quante rinunce, quanto tempo sottratto alla famiglia, ai propri interessi personali... in un mondo sempre più frenetico e confuso.

Certamente, tutto ciò frutto di una scelta, una scelta consapevole, ampliamente ripagata dalle soddisfazioni che nascono nel vedere qualcosa di grande che si realizza pian piano, grazie alla sinergia ed alla collaborazione di tante persone che si dedicano assionatamente ad una attività, lasciando in secondo piano aspetti economici e di profitto.

Innumerevoli sono gli ambiti del volontariato: pensiamo alla diffusione dello sport (il nostro caso), ma anche della cultura, della musica, del sostegno sociale fra diverse fasce sociali (bambini, ragazzi ed adulti ed anziani).

Altrettanto innumerevoli sono però anche le normative, spesso farraginose e contraddittorie.

Riuscire a districarsi in questa "matassa" di normative sempre più aggrovigliata sicuramente richiede tanto tempo (e tante competenze specialistiche) che è difficile trovare in piccole associazioni, in cui ognuno contribuisce in base alle proprie attitudini ed alle proprie capacità.I volontari si trovano spesso a doversi improvvisare dei professionisti in ambito fiscale,medico, di sicurezza... e per giunta rischiare di incorrere in sanzioni civili e persino penali! 


Sono seriamente preoccupato... soprattutto per il futuro di tutte le piccole associazioni. 

Esse sono il motore nascosto di molteplici attività di grandissima valenza sociale (ed economica) sul territorio. Attività davvero importanti, che altrimenti non potrebbero essere svolte da enti pubblici o società private... proprio per l'enorme costo che avrebbe (anche solo la manodopera!).

Il volontario infatti non richiede di essere pagato, ma semplicemente opera grazie alla forte spinta interna della motivazione.

E' sempre più difficile trovare nuove persone disposte a dedicare il loro tempo al volontariato e..in questa situazione è davvero forte il rischio di demotivare anche chi fin ora ha impegnato "anima e corpo" nel sociale.
Credo quindi che ci debba essere un'inversione di rotta e si debba trovare il modo di tornare ad incentivare e facilitare la crescita del tessuto del volontariato.

Quale sarà il futuro dell'associazionismo? Sopravviveranno solo le grandi realtà? Oppure basterà creare delle strutture deputate a dare "assistenza burocratica" a favore  alle piccole associazioni? Oppure...verranno semplificate le norme?

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Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Ottobre 2014 07:32
 

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