Mercoledì 21 Agosto 2019
2002Marathon Club a Napoli PDF Stampa E-mail
Lunedì 07 Marzo 2016 21:59

Confermando quella che mio malgrado è la mia cifra stilistica, ovvero la lentezza, ecco un breve resoconto della trasferta partenopea del 27-28-29 febbraio-1° marzo, quattro giorni a Napoli ufficialmente per “’a mezza” (la maratona-maratona i nostri amici organizzatori avevano pensato bene di “sopprimerla” poche settimane prima dell’appuntamento del 28 febbraio), in realtà, esaurita in un soffio la formalità della gara, per un autentico “viaggio d’istruzione”, un’immersione nella napoletanità che ha lasciato in tutti la convinzione che sì, bisogna tornarci ancora, ancora e ancora.

Partendo dal traguardo, straordinaria prestazione di Fabrizio Giugni che, sfumata la maratona (si rifarà questa domenica a Brescia), ha concluso la sua mezza in 1.31.53 (28° di categoria). “Pelo” ha fatto onore alla neocarica di presidente del 2002 Marathon tagliando il traguardo (per mano a una bella runner ischitana, per la cronaca) in 1.40.14. Ma la vera impresa è targata Sondrio al femminile ed è quella di Cinzia Cattelini, quarta di categoria con il suo fantastico tempo di 1.46.46. Un risultato bello e tondo, che laurea Cinzia la campionessa che è (lei si sminuirà, ma è così). Allenamenti pochi e giusto quando può, ma motore e grinta a quintali, quando bisogna spingere e arrivare bene. E infatti i risultati non mancano mai. Il mio mito, insomma.

Sì perché, vabbè, sì, la canotta del beneamato club e il pettorale ce li avevo anche io e sono pure arrivata, al traguardo di piazza Plebiscito, ma questa è un’altra storia, una storia di passione e testardaggine (mie). Quando scenderò sotto l’asticella delle due ore se ne riparlerà, forse. Intanto mi godo i successi degli amici, chissà che per osmosi prima o tardi anche le mie performances registreranno un sussulto…   

Tornando a “’a mezza”: percorso tanto bello quanto – a tratti – più faticoso di quanto immaginassimo, asfalto, ciottoli sconnessi, salite, un lungo tratto in un tunnel buio e lunghissimo da percorrere andata-e-ritorno, ma anche un lungomare mozzafiato, da perderci il senno, da riempirsi occhi e cuore.

Partenza alle 8.30, neppure fosse giugno con il rischio dunque di patire chissà che caldo. Da una parte meglio così, perché nella tarda mattinata si è alzato un vento poi trasformatosi in bufera-bora-uragano, gareggiare sarebbe stato molto probabilmente impossibile.

Alcune considerazioni: organizzazione fortemente da migliorare. In potenza - per il percorso sensazionale, tra centro storico e mare - si tratta di una competizione che potrebbe avere almeno dieci volte più iscritti di quanti ne abbia contati quest’anno (neppure 1.200), nei fatti la prima a sfilarsi è proprio la città che la ospita: fastidio per i disagi legati al traffico, zero tifo lungo le strade. Pollice verso anche per i ristori: solo e soltanto bottigliette di acqua, quando ormai anche nelle garette più “scrause” di montagna siamo abituati tanto bene e la scelta tra crostate-frutta-sali non manca mai.

Poco male, giusto per fare un po’ di pulci, perché in realtà l’esperienza napoletana è stata divertentissima e dunque promossa alla grande.

Infine, giù il cappello al presidente-tour operator che è riuscito a trovare un hotel molto speciale a venti-metri-venti da piazza Plebiscito: mai successo di uscire per raggiungere la partenza in canotta, pantaloncini e pettorale, senza neppure la sacca! All’ombra del Vesuvio pure questo, invece.

Per tutti, al termine, medaglione da finishers grosse come pizze e un’euforia che non si è spenta – anzi – nel corso della domenica, visto che all’ora di cena dopo lungo peregrinare - anche nel ventre di Napoli - i nostri contachilometri si sono fermati a 41,5.

La nostra personalissima maratona di Napoli, insomma, non completata per un soffio, ma solo e soltanto perché il padre di tutti i temporali ce lo ha impedito. Sarà per la prossima, senz’altro

sara baldini

Condividi su:

Deli.cio.us    Digg    reddit    Facebook    StumbleUpon    Newsvine
 

Your are currently browsing this site with Internet Explorer 6 (IE6).

Your current web browser must be updated to version 7 of Internet Explorer (IE7) to take advantage of all of template's capabilities.

Why should I upgrade to Internet Explorer 7? Microsoft has redesigned Internet Explorer from the ground up, with better security, new capabilities, and a whole new interface. Many changes resulted from the feedback of millions of users who tested prerelease versions of the new browser. The most compelling reason to upgrade is the improved security. The Internet of today is not the Internet of five years ago. There are dangers that simply didn't exist back in 2001, when Internet Explorer 6 was released to the world. Internet Explorer 7 makes surfing the web fundamentally safer by offering greater protection against viruses, spyware, and other online risks.

Get free downloads for Internet Explorer 7, including recommended updates as they become available. To download Internet Explorer 7 in the language of your choice, please visit the Internet Explorer 7 worldwide page.