Mercoledì 21 Agosto 2019
Thriathlon - Bellagio - Ghisallo PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabrizio Pola   
Martedì 23 Agosto 2016 09:56

Ciao, parliamo per una volta di uno sport parallelo e che anzi incorpora in sè il running, ovvero il triathlon. Tanti podisti sono attratti da questa disciplina, io e il prode Giovanni Mauro abbiamo deciso di provare l'ebrezza di un triathlon su distanza olimpica (1500mt di nuoto, 40Km bici e 10Km corsa) per cui ci siamo iscritti a quello del Bellagio Ghisallo, che oltre ad avere le caratteristiche chilometriche sopra descritte presenta la frazione ciclistica molto dura, con l'ascesa al santuario del Ghisallo con circa 17 Km di salita complessiva e circa 1300 mt di dislivello; la corsa si svolge poi su di un anello parte asfaltato e parte sterrato, anche questo con un dislivello significativo di circa 300 mt...un percorso coi fiocchi insomma.

In realtà io avevo esordito 15 giorni prima nel triathlon di Cernobbio su distanza sprint, ovvero la metà di questa volta; mi ero divertito molto e ho quindi deciso di rilanciare.

Pronti e via, la partenza del nuoto nel lago, con i 230 concorrenti stipati nel porticciolo di San Giovanni, si trasforma nella solita "tonnara" con scontri, un po' di botte, qualche mossa di wrestling.... l'altra volta mi era andata via più liscia, questa volta sono partito più avanti e resto invischiato nella bagarre, non riesco praticamente a nuotare, fatico a respirare e mi prende un po' il panico, non riesco a mettermi giù a stile libero, procedo addirittura a rana per alcuni minuti meditando il ritiro...poi mi tranquillizzo, il grosso della truppa è passato ormai avanti, ritaglio qualche mq più tranquillo e inizio adandare, le onde un po' disturbano e qualche pezzetto di legno nell'acqua da fastidio, ma tutto sommato vado (certo 60 vasche fatte in piscina sono più rilassanti, per fortuna qui almeno le nostre mute ci aiutano per la temperatura ed aiutano a galleggiare bene); esco finalmente dall'acqua, si percorrono circa 200 mt sul tappeto srotolato sul risc dentro il borgo e si raggiunge la zona T1, dove abbiamo lasciato le nostre bici fiammanti sulla rastreliera; sfilata completamente la muta (già sotto indossato il body per bici-corsa), si indossano velocemente scarpette e caschetto e si spinge il mezzo, fino al punto in cui è consentito salire in sella; si percorre subito il veloce lungolago in direzione Como, decido di farmi raggiungere da un trenino di dieci concorrenti e mi metto a ruota per risparmiare energie, prendendo anche un gel e una barretta. Superiamo a doppia velocità il Giovanni, che era usito più velocemente di me dal nuoto... gli grido di accodarsi ma lui rinuncia, preferisce andare col suo passo(questi sono praticamente i suoi primi km in bici della stagione...siamo al limite dell'incoscienza ;-)) ).

Inizia la salita, le gambe girano bene, salgo agile ma efficace superando tutti i concorrenti davanti a me, dopo quasi un' ora scollino ai 1200 mt della Conca di Sormano; discesa ripida dove, come da tradizione nelle corse in montagna, perdo una decina di posizioni.

Per fortuna poi ricominciano quattro km di salita pedalabile al Ghisallo, dove riprendo quelli che avevano approfittato delle mie incapacità di dicesista .....alla fine della frazione avrò recuperato, dopo le difficoltà del nuoto, circa 40 posizioni Si scollina al famoso santuario consacrato ai ciclisti, dove sono conservate le biciclette ex-voto dei grandi campioni e sorge un bel museo del ciclismo; cambio in T2 si molla bici e caschetto, si cambiano le scarpette con quelle da running e via...63 gradini, percorso sterrato in salita...è dura, la stanchezza delle due ore e trenta precedenti si fa sentire, il sole è implacabile, il percorso duro... sento lo speacker che annuncia l'arrivo del vincitore, un cileno, ma la mia fatica durerà purtroppo quasi un'ora più della sua. Molti concorrenti vedo che mollano, vanno piano, camminano qualcuno ha i crampi...per fortuna la corsa in montagna ti insegna a tenere duro anche quando le difficoltà ti farebbero rallentare; anche oggi, come a Cernobbio, la corsa si rivela mia alleata consentendomi di recuperare molte posizioni.

Taglio stremato il traguardo dopo 3h 27', leggermente meglio di quanto avessi potuto sperare alla vigilia; riesce a chiudere la sua prova anche il Giovanni, rimanendo entro il tempo massimo di 4h15' che parecchi concorrenti non sono riusciti a rispettare...grandioso, domando i crampi e la salita in bici senza alcun allenamento!

Rientriamo in valle stanchi ma entusiasti, accompagnati dall'amico Fabio che ha affrontato la salita in bici, realizzando belle foto che si possono vere a:

 

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ciao

Fabrizio Pola

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