Lunedì 18 Dicembre 2017
Rally a coppie della Valtartano PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Delvo'   
Venerdì 27 Ottobre 2017 06:38
Tranquilli non si è corso nel mese di ottobre il Rally a coppie della Valtartano, è colpa del sottoscritto che è
“andato un po' lungo” sui tempi consegna articolo…………
Cari amici corridori, pochi istanti fa (martedi 20 giugno 2017) sono stato raggiunto telefonicamente
dell’amico Giusto, nonché “penna d’oro del marathon”, il quale mi chiede assolutamente di scrivere due
righe a caldo sulla gara a coppie che si è svolta domenica scorsa (18 giugno 2017) in quel di Tartano. Anche
se normalmente un po' restio a farlo, questa volta invece mi sento più stimolato perché ho il piacere di
descrivere una fantastica gara portata a termine da una grande runner nonché compagna di giornata
Francesca Mottalini…
Mesi fa convinco Francesca a partecipare con me al 15° Rally estivo della valtartano, gara vera di montagna
con oltre 1500 mt di dislivello e 24 km disviluppo. La bellezza di tale prova stà nel fatto che si corre in
coppia (tutta maschile, femminile o mista). Tale formula, per un vecchio amante dello scialpinismo classico
come il sottoscritto è un vero piacere, soprattutto se corso con una donna (fabio mi capisce!!)..
Venendo alla gara domenica mattina alle ore 7 puntuale Francesca è sotto casa per salire assieme in quel di
Tartano. Importante è fare il viaggio assieme perché si ha il tempo per scambiare due chiacchere relative
alla “tattica di gara” da adottare. Infatti mi rivela che il suo tallone d’Achille stà nelle partenze e prima parte
troppo sprint per poi rischiare di pagarla nel proseguo del percorso finale. Ci accordiamo infatti di
mantenere un’andatura sotto ritmo lungo la prima salita che da Tartano porta alla cresta sopra il lago di
Porcile per poi essere più spediti e sciolti nella discesa verso la “bergamasca”, dopo si vedrà… io farò da
garante e scudiero di tale accordo.
Il ritiro pettorale al piccolo oratorio “sospeso” di tartano è sempre un breve momento di saluti e scambio di
convenevoli con i corridori di giornata, vedere la stretta strada stracolma di auto e runner colorati ti
catapulta subito nell’ambiente pregara con le emozioni ed adrenalina che iniziano a salire. Ci prepariamo in
pochi secondi ed iniziamo a corricchiare per scaldarci ed ingannare l’attesa. In perfetto orario si parte con
un lungo serpentone di atleti in coppia. Manteniamo l’andatura programmata per tutta la prima salita dove
il mio compito è frenare la mia forte compagna, oggi la vedo in giornata, infatti una volta scollinato
affrontiamo la prima lunga discesa in leggera progressione. Ma la svolta la diamo decisamente nella
seconda salita dove “ le sciolgo le briglie” ed in forte progressione andiamo a recuperare non so quante
coppie. Prima del gran premio della montagna passiamo la 3 coppia mista (Moriondo-Asparini). In cima
Lemma siamo terzi, gasati ci buttiamo in discesa. Al Passo Tartano raggiungiamo anche la terza coppia
femminile. Tutto procede per il meglio, ma forse la parte di gara più insidiosa deve arrivare…il massacrante
traverso in quota che ti porta sopra Tartano passando in vari pascoli e maggenghi con continui saliscendi
che ti consumano le ultime energie stà per iniziare. Io conosco tale insidia (avendo fatto il tracciato varie
volte), tengo all’oscuro francesca per non darle preoccupazioni visto che stà andando bene. L’errore
mentale che forse fa è quello di sentirsi oramai arrivata, infatti dopo interminabili km corsi dove si ha la
sensazione di non scendere mai di quota, inizio a capire e vedere in lei segni di cedimento… le gambe non
sono più così reattive ed un po' di preoccupazione di perdere il terzo posto inizia a farsi largo in noi… infatti
all’inizio della ripidissima discesa (ultima di giornata) mi giro e vedo le sagome della coppia amica e rivale
arrivare con un passo decisamente più veloce del nostro. In pochi balzi ci raggiungono e spariscono nella
fitta pineta. Siamo mentalmente ko… dopo pochi secondi realizziamo comunque di aver fatto una buona
gara e che tutto sommato ci siamo divertiti ed onestamente gli avversari sono di indubbio valore e livello,
quindi perché essere tristi? Ci battiamo un cinque ed affrontiamo gli ultimi kilometri felici della nostra gara.
L’arrivo sull’aspra salita ci regala le ultime emozioni di giornata incitati dal caloroso pubblico.
Grazie Francesca per la bella giornata e mi scuso per i vari compagni Marathon che non richiamo visto che
questo pezzo finale lo stò scrivendo a fine ottobre 2017 ed alla mia età non ricordo più bene chi c’era……
PaoloTranquilli non si è corso nel mese di ottobre il Rally a coppie della Valtartano, è colpa del sottoscritto che è “andato un po' lungo” sui tempi coTranquilli non si è corso nel mese di ottobre il Rally a coppie della Valtartano, è colpa del sottoscritto che è “andato un po' lungo” sui tempi consegna articolo…………

Tranquilli non si è corso nel mese di ottobre il Rally a coppie della Valtartano, è colpa del sottoscritto che è “andato un po' lungo” sui tempi consegna articolo…………

Cari amici corridori, pochi istanti fa (martedi 20 giugno 2017) sono stato raggiunto telefonicamente dell’amico Giusto, nonché “penna d’oro del marathon”, il quale mi chiede assolutamente di scrivere due righe a caldo sulla gara a coppie che si è svolta domenica scorsa (18 giugno 2017) in quel di Tartano. Anche se normalmente un po' restio a farlo, questa volta invece mi sento più stimolato perché ho il piacere di descrivere una fantastica gara portata a termine da una grande runner nonché compagna di giornata Francesca Mottalini…

Mesi fa convinco Francesca a partecipare con me al 15° Rally estivo della valtartano, gara vera di montagna con oltre 1500 mt di dislivello e 24 km disviluppo. La bellezza di tale prova stà nel fatto che si corre in coppia (tutta maschile, femminile o mista). Tale formula, per un vecchio amante dello scialpinismo classico come il sottoscritto è un vero piacere, soprattutto se corso con una donna (fabio mi capisce!!)..

Venendo alla gara domenica mattina alle ore 7 puntuale Francesca è sotto casa per salire assieme in quel di Tartano. Importante è fare il viaggio assieme perché si ha il tempo per scambiare due chiacchere relative alla “tattica di gara” da adottare. Infatti mi rivela che il suo tallone d’Achille stà nelle partenze e prima parte troppo sprint per poi rischiare di pagarla nel proseguo del percorso finale. Ci accordiamo infatti di mantenere un’andatura sotto ritmo lungo la prima salita che da Tartano porta alla cresta sopra il lago di Porcile per poi essere più spediti e sciolti nella discesa verso la “bergamasca”, dopo si vedrà… io farò da garante e scudiero di tale accordo.

Il ritiro pettorale al piccolo oratorio “sospeso” di tartano è sempre un breve momento di saluti e scambio di convenevoli con i corridori di giornata, vedere la stretta strada stracolma di auto e runner colorati ti catapulta subito nell’ambiente pregara con le emozioni ed adrenalina che iniziano a salire. Ci prepariamo in pochi secondi ed iniziamo a corricchiare per scaldarci ed ingannare l’attesa. In perfetto orario si parte con un lungo serpentone di atleti in coppia. Manteniamo l’andatura programmata per tutta la prima salita dove il mio compito è frenare la mia forte compagna, oggi la vedo in giornata, infatti una volta scollinato affrontiamo la prima lunga discesa in leggera progressione. Ma la svolta la diamo decisamente nella seconda salita dove “ le sciolgo le briglie” ed in forte progressione andiamo a recuperare non so quante coppie. Prima del gran premio della montagna passiamo la 3 coppia mista (Moriondo-Asparini). In cima Lemma siamo terzi, gasati ci buttiamo in discesa. Al Passo Tartano raggiungiamo anche la terza coppia femminile. Tutto procede per il meglio, ma forse la parte di gara più insidiosa deve arrivare…il massacrante traverso in quota che ti porta sopra Tartano passando in vari pascoli e maggenghi con continui saliscendi che ti consumano le ultime energie stà per iniziare. Io conosco tale insidia (avendo fatto il tracciato varie volte), tengo all’oscuro francesca per non darle preoccupazioni visto che stà andando bene. L’errore mentale che forse fa è quello di sentirsi oramai arrivata, infatti dopo interminabili km corsi dove si ha la sensazione di non scendere mai di quota, inizio a capire e vedere in lei segni di cedimento… le gambe non sono più così reattive ed un po' di preoccupazione di perdere il terzo posto inizia a farsi largo in noi… infatti all’inizio della ripidissima discesa (ultima di giornata) mi giro e vedo le sagome della coppia amica e rivale arrivare con un passo decisamente più veloce del nostro. In pochi balzi ci raggiungono e spariscono nella fitta pineta. Siamo mentalmente ko… dopo pochi secondi realizziamo comunque di aver fatto una buona gara e che tutto sommato ci siamo divertiti ed onestamente gli avversari sono di indubbio valore e livello, quindi perché essere tristi? Ci battiamo un cinque ed affrontiamo gli ultimi kilometri felici della nostra gara. L’arrivo sull’aspra salita ci regala le ultime emozioni di giornata incitati dal caloroso pubblico.

Grazie Francesca per la bella giornata e mi scuso per i vari compagni Marathon che non richiamo visto che questo pezzo finale lo stò scrivendo a fine ottobre 2017 ed alla mia età non ricordo più bene chi c’era……

 

Paolo

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