Lunedì 18 Dicembre 2017
60° Vanoni 2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Delvo'   
Martedì 31 Ottobre 2017 13:56

… il “mondiale delle foglie morte” ….

Avete letto bene, lo scorso 22 ottobre 2017 si è svolto a Morbegno il 60° trofeo Vanoni… 60 aiuto!!, vuol dire che mentre nelle case degli italiani non c’era ancora la televisione, già si correva il Vanoni; che la quasi totalità dei concorrenti di oggi non era ancora nata quando si parti con la prima edizione…. Il tutto senza social, foto da pubblicare, ecc… un’altra era!!

Eppure la regina delle gare in assoluto nel panorama valtellinese non conosce crisi, non ha ancora l’età per andare in pensione…qual è il segreto di tale longevità? Visto che non cambia mai nulla nella formula originale, sempre lo stesso percorso, stessa data, stesso orario, sempre a staffetta a tre, ecc.. eppure anche quest’anno si contano quasi 1200 atleti al via..

Personalmente considero importante e fondamentale due elementi perché un evento diventi così grandioso: il primo il percorso che deve essere spettacolare, intenso, tecnico, impegnativo ma accessibile a tutti, mentre il secondo la partecipazione attiva della comunità che ospita l’evento. Quest’ultimo punto è l’elemento trainate di tutto, chi non ha mai corso o visto il vanoni non può capire. Si percepisce che l’intera città ha voglia ed orgoglio nell’ospitare questo evento. L’intera popolazione durante la giornata di gara si riversa letteralmente sul percorso per incitare gli atleti formando un’autentica “catena umana” dove il corridore si sente sempre in mezzo alla gente e dove è impossibile sbagliare tracciato visto la “muraglia umana”. Il percorso nel tratto urbano è completamente ed interamente chiuso al traffico, non solo anche i pedoni si vedono raramente “sconfinare nel campo gara”…. Altro pianeta!, in più di 10 anni di competizioni varie non ha mai trovato nulla di simile… mi sento di fare un plauso alla comunità morbegnese.

Ore 12,30 ci troviamo in piazza Garibaldi il sottoscritto, il president (Pelo), S. Mandelli e Pruneri. Durante il tragitto in auto si scambiano i soltiti commenti pregara, soprattutto a favore del “novello atleta” del Vanoni S. Mandelli. Con il resto del mio terzetto (S. Caprari e G. Sertori) ci incontriamo in Piazza S. Antonio per distribuzione pettorale e ricco pacco gara. La piazza e vie centrali di Morbegno sono un gran fermento. Da poco si è conclusa la prova femminile quest’anno in formula a coppia. Mi giungono voci che le ragazze del Marathon sono andate benissimo, non avevo dubbi loro non deludono mai… ma sono troppo preso ed agitato per l’imminente prova che mi spetta, infatti mi appresto a cambiarmi perché sarò il primo della mia staffetta. Breve riscaldamento e tutti in griglia per la spunta.  Quasi 180 partenti (da moltiplicare per 3 elementi), tanta roba soprattutto per la prima frazione quando dopo poche centinaia di metri ci si “imbucherà” nella stretta via Priula. Infatti adottando, come sempre, una partenza “tranquilla” mi trovo all’imbocco della salita completamente imbottigliato e quasi fermo. Percorrerò, per forza di cose, tale tratto camminando stile passeggiata fino all’imbocco della strada per Albaredo… mi sembra di perdere una marea di tempo, ma forse tutto ciò va a vantaggio delle mie gambe perché non appena la strada si apre parto con una buona andatura tutta in crescendo e progressione. Scollino ad Arzo in mezzo alla folla che ti incita sempre, in buona posizione, mi sento bene, il crono è quello di sempre, ora mi attende la “folle” ed impegnativa discesa… dopo pochi metri sul lastricato della contrada mi accorgo di non stare in piedi… la pioggia della sera prima ha bagnato il sentiero e soprattutto sui tratti di pietra e cemento devo assolutamente procedere con il freno tirato onde evitare spiacevoli cadute o finire fuori strada (vedi foto del president Pelo.!!!). La mia prova si conclude decentemente, peggiorando il mio personale (causa discesa) pur sentendomi in giornata, peccato sarà per il prossimo anno; ma il fascino del Vanoni è anche e soprattutto l’incognita dello stato di fondo della discesa. Nella strapiena via Vanoni al cambio mi aspetta prontissimo il secondo socio, tocco di mano ed il Caprari parte come un fulmine.

La mia prova è finita, le emozioni e tensioni gara si trasformano in gioia pura, mi godo il susseguirsi delle staffette. Arrivano tutte le tre squadre del marathon, (la terza è composta da A. Casparri, il tedesco Seba e S. Bordoni). Al femminile del Marathon ricordo le tre staffette composte da C. DeGiacomi – M. Bracchi, C.Bormolini – B. Libanora e T. Testini con E. DelMaffeo. Bravi tutti, segnalo l’ottima prestazione del “novello” S. Mandelli che stacca un grande tempo, visto la giovane età può scendere ancora di parecchio…

Quest’anno mancano i senatori del gruppo (Giusto e Dusci), ma sicuramente li rivedremo in formissima il prossimo anno, anche per sostituirmi al meglio come giornalista del Marathon.

Un saluto a tutti e ci vediamo alla Wine Trail

Paolo

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