| TROFEO VANONI 2011 |
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| Scritto da le grandi penne |
| Domenica 23 Ottobre 2011 17:59 |
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buon@corsa
non poteva manchare anche una cronaca artistica a conferna che il nostro oltre ad essere una club podistico si sta trasformando in una bella associazione di "penna e calamaio" Il Trofeo Vanoni si corre alle 14.00, quindi passi la domenica mattina cercando di convincerti di non essere in apprensione, d’altro canto si tratta di una “sparata”, definirla gara pare quasi un’esagerazione … è un su e giù …. open and down ! Cosa vuoi che sia … 7 kilometri. Ah! In realtà però non è così, sai che è una menzogna quella che ti stai raccontando, tant’è che con l’avvicinarsi del mezzodì inizia nella tua testa una sorta di conto alla rovescia, avverti un “qualcosa” …. una sensazione strana … si chiama “caghetta”. Ed è proprio lei la prima vera protagonista delle gare a staffetta “la caghetta” che in gergo meno volgare si chiama preoccupazione. Sì, è proprio così,sei preoccupato perché oggi non corri solo : oggi corri con i tuoi compagni e per i tuoi compagni. La tua prestazione può, anzi deve, influire sul risultato della squadra, oggi più che mai fai parte di un team, oggi è il giorno nel quale potresti far e far fare risultato, oppure, banalizzare le fatiche di chi, chiedendoti di gareggiare in squadra con lui, ha riposto in te molta fiducia. Insomma quelle situazioni in cui o fai DONO o fai DANNO! Indescrivibile la sensazione che avverti all’arrivo in Piazza Sant’Antonio. Molti team stanno già preparando i primi frazionisti, te ne rendi conto dalla moltitudine dei colori delle divise che li contraddistinguono, sembra un prato fiorito in primavera. Eh sì, perché per le kermesse a squadre ci si veste con il vestito bello, quello della Società. Non esiste nel nostro sport un’altra formula di gara dove l’appartenenza ad una squadra sia così importante a livello emotivo e determinate a livello prestazionale (ecco perché ti viene la “caghetta”). Risalta la voce dell’attento speaker accompagnata, di tanto in tanto, da musiche di vario genere tutte scelte ad hoc per fare atmosfera e nel contempo,da ogni angolo di strada,da ogni cortile, da ogni viottolo spuntano staffette in fase di riscaldamento. Poi arriva la spunta, verifiche di rito, il minuto di silenzio( che oggi va a Marco Simoncelli … lui si che era veloce!). Sei li oltre le transenne hai scelto di partire come secondo frazionista ma….sarà stata una scelta tattica ??? Poco importa a questo punto, ormai è tardi !!! Partiti !!! Altra peculiarità delle gare a staffetta è che vedi da spettatore la partenza di una gara nella quale corri… strana sensazione! Continui il riscaldamento e gradualmente il tac,tac,tac,tac dei passi sull’asfalto si trasforma in corsa,la concentrazione aumenta, ci sei ! Eccola, è l’essenza della staffetta Open and Down, la concentrazione! Non hai tempo di pensare nelle competizioni corte, devi fare, fare bene e veloce ! Imperativo : Correre! Dopo 36 ‘ vedi arrivare il tuo compagno, il passaggio del testimone di fatto è un toccarsi la mano, ma quel tocco (senza enfatizzare) ha un suo significato : chi te lo da è come se ti dicesse VOLA! Parti come una scheggia impazzita,ti aiuta il tripudio del pubblico che in questa fase è caldissimo perché a questo punto della gara già sono noti i tempi di alcuni dei primi frazionisti e la competizione inizia ad essere avvincente. Subito capisci l’antifona, dall’alto verso il basso ti sorride la salita della Via Priula che non perdona, prima ciottolato poi sentiero, cerchi di far mente locale, mhm, non serve è un Open and Dowm … imperativo: Correre! Sì correre, ma devi gestire lo sforzo per garantirti tocco, stabilità e velocità in discesa, sai bene che “perdere in discesa è molto più facile di guadagnare in salita”! Fuori dal bosco solo chi ha “gamba vera” attacca i due/tre tornanti che portano ad Arzo per lo scollinamento e, una volta giuntovi sfrutti al meglio la tratta di pianura per allungare la gamba e prepararti alla discesa … DOWN! Subito si presenta degna della sorella salita e, dopo un paio di ”passaggini” sul ciottolato sei pronto a spostare il baricentro a valle e ..DOWN, DOWN, DOWN!!!! Spettacolare ! Ogni volta sembra di tornare bambino, non pensi più alla “caghetta”, ormai sei in gioco, questa è la discesa,la discesa che ti fa volare, la discesa che ti chiama e che ti invita a “buttarti giù!” ….sì,buttarti giù, ma con criterio! Il tracciato è molto tecnico, con traiettorie da studiare, insomma “pane per chi ha denti buoni”! Sì perché in alcuni passaggi se non tieni la bocca chiusa rischi di morderti la lingua. Dove il sentiero attraversa i castagneti, lì, puoi dare spettacolo e guadagnarti un VAIII MARATHONNN !!!! Poi rispunti dal bosco e ti surriscaldi i plantari sulla discesa asfaltata che ti porta alle ultime centinaia di metri in pianura su Via Vanoni …. lì rischi di “far Natale” e di regalare una posizione all’inseguitore che non ha avuto stoffa per infilarti sullo sconnesso ma che ha “gamba sciolta” per “sfiammarti” sulla “spianuro”! Poco importa, hai un compagno che ti aspetta e se lo guardi fisso negli occhi mentre corri verso di lui sembra che ti stia dicendo : ADESSO CI PENSO IO! ….Lo tocchi e lui scatta come una molla, lo segui con lo sguardo mentre si allontana tra gli applausi del pubblico : Vai Luca mordi la salita e sfida la discesa, è asciutta, oggi è fondo giusto per te! Grande Trofeo Vanoni….Grande 2002Marathonclub f.to Bruno Marveggio
ecco anche la cronaca di un nuovo amante dell'inchiostro: Il grande “”””””vecchio””””” , lo stratega, il guru, aveva ragione. Si sono rifatti al Vanoni. Ovviamente non perché hanno mischiato le carte ma più semplicemente perché sono stati fortissimi. Più forti di noi. Da neo iscritto al Marathon, piano piano capisco la filosofia. Siamo come il vino. Più si invecchia e più si migliora. Mi sembra che tutti i nostri ragazzi hanno migliorato le prestazioni dello scorso anno. Bravissimi. Per me era la prima volta. E’ stato emozionante partire in prima frazione, iniziare la salita pochi metri dietro i campioni, correre tutta la gara tra due ali di folla vociante. Mi sono incollato prima dietro la canottiera bianca di Lorenzo e poi dietro a quella rossa del mitico geometra Barlascini e li sono stato fino alla fine del Dosso. Lungo i 2 km di mulattiera per Arzo ho pagato lo sforzo ma ho retto. Ho corso forte la discesa e ho finito con un tempo per me sorprendente. La sfida a tre, sana competizione agonistica, non ha avuto storia. Troppo forti Michele, Bruno e Luca. Michele, malgrado circolasse voce di due serate pre gara non proprio all’insegna del ritiro spirituale, ha fatto un tempone da paura. Fortissimi Lorenzo, Fabio e Ricky i quali non hanno mollato nulla, mettendocela tutta fino in fondo, per starci davanti. Io, Antonio e Paolo, siamo stati altrettanto bravi, battuti solamente di pochi secondi, dopo oltre due ore di corsa. Ora tocca a noi scrivere, ne riparleremo il prossimo anno. Consiglio per i lettori podisti. Sia Le Marmitte che il Vanoni sono due gare affascinanti (Il prossimo anno il Vanoni sarà Campionato Italiano). Sarebbe bello vedere il Marathon presente con più staffette. Caro Fabio, domenica prossima mi sa che non ti seguirò in quel di Grosio. Questa mattina le mie gambe non volevano uscire dal letto. Le conserverò per scoprire il fascino della Timinata. Ciao ciao. Riccardo
ecco una cronaca di una penna che non si ferma mai come le sue scarpe: Non solo sono un grande scrittore,ma anche un grande matematico.Ieri ho dimostrato che:"invertendo l'ordine dei fattori il prodotto cambia". |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Ottobre 2011 21:32 |



Grande partecipazione alla 54^ edizione del Trofeo Vanoni, oltre 130 squadre nella corsa più importate del Trofeo. Quest'anno eravamo presenti con ben 3 staffette, che hanno vissuto con intensa passione sportiva questa bellissima gara. La prima arrivata è stata quella del Michele Rigamonti - Bruno Marveggio - Luca Dell'Andrino, poi quella del Fabio Giustolisi - Lorenzo Marsetti - Riccardo Branchi e subito dopo l'altra del Riccardo Dusci - Antonio Casparri - Paolo Del Vo. Mi dispiace molto non esserci stato a fare il tifo, le foto e i filmati, ma per un fortissimo raffreddore guadagnato ieri scendendo da Santa Maria sono rimasto in branda. Va anche dato il giusto rilievo alla prestazione della Alice Gaggi nella gara femminile, ha saputo confermare la sua grande qualità sportiva.















































